Il quadro normativo nazionale

La raccolta differenziata della frazione organica (FORSU — Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) in Italia è disciplinata principalmente dal Decreto Legislativo 152/2006 (Codice dell'Ambiente) e dal Decreto Legislativo 116/2020, che ha recepito le direttive europee sui rifiuti. L'obiettivo europeo prevede il riciclo di almeno il 55% dei rifiuti urbani entro il 2025 e il 65% entro il 2035.

La gestione operativa della raccolta è demandata ai singoli Comuni o ai gestori del servizio di igiene urbana da essi incaricati. Ciò significa che le modalità pratiche — frequenze di raccolta, tipo di contenitori, materiali accettati — variano significativamente da un territorio all'altro.

I dati nazionali sulla raccolta organica

Secondo i dati ISPRA pubblicati nel Rapporto Rifiuti Urbani, la raccolta dell'organico in Italia ha mostrato una crescita costante negli ultimi anni, con differenze marcate tra le macro-aree geografiche. Le regioni del Nord hanno raggiunto percentuali di raccolta differenziata complessiva superiori al 70% in molti territori, mentre alcune aree del Sud e delle isole presentano valori ancora più bassi della media nazionale.

I dati specifici per anno e per Comune sono consultabili nel portale dell'ISPRA e nelle pubblicazioni del Consorzio Italiano Compostatori (CIC). Per i dati aggiornati al proprio territorio, il riferimento principale rimane il gestore del servizio rifiuti locale.

Tipi di contenitori e sacchi

La quasi totalità dei Comuni italiani ha adottato il sistema del bidoncino marrone per la raccolta domestica della frazione organica, spesso abbinato a sacchetti compostabili certificati secondo la norma UNI EN 13432. Questa norma definisce i requisiti per la compostabilità industriale dei materiali plastici.

Sacchetti compostabili: cosa verificare
  • Presenza del logo "Seedling" (certificazione TÜV o equivalente)
  • Conformità alla norma UNI EN 13432 o EN 14995
  • Indicazione del produttore e del lotto sul packaging
  • Non confondere con i sacchetti "biodegradabili" non certificati per il compostaggio industriale

Alcuni Comuni richiedono il conferimento dell'organico senza sacchetti, direttamente nel bidoncino lavabile. Altri accettano solo sacchetti in carta. Prima di utilizzare sacchetti compostabili acquistati autonomamente, è opportuno verificare le indicazioni del proprio gestore del servizio, poiché alcune linee di compostaggio industriale potrebbero non accettare determinati materiali.

Materiali ammessi nella raccolta organica comunale

Le liste di materiali accettati variano da Comune a Comune, ma esistono categorie generalmente presenti nella maggior parte dei regolamenti comunali italiani.

Generalmente accettati

  • Avanzi di cibo cotti e crudi (verdura, frutta, pasta, pane, riso)
  • Scarti di preparazione dei pasti
  • Fondi di caffè e filtri di carta
  • Gusci d'uovo
  • Fazzoletti e tovaglioli di carta usati
  • Sfalci d'erba e piccole potature (con limiti di dimensione)
  • Fiori recisi appassiti
  • Terra di vaso in piccole quantità

Generalmente esclusi

  • Oli e grassi da cucina (da conferire separatamente nei Centri di Raccolta)
  • Carne e pesce (in alcuni Comuni accettati, in altri no — verificare)
  • Mozziconi di sigaretta
  • Lettiere per animali domestici a base di silice o argilla
  • Sacchetti di plastica convenzionale
  • Stoviglie in plastica monouso, anche se marchiate come "compostabili"

Frequenze di raccolta e calendario

La frequenza di raccolta della frazione organica è generalmente più elevata rispetto alle altre frazioni, data la tendenza del materiale a fermentare e produrre odori. Nella maggior parte dei centri urbani italiani, la raccolta avviene due o tre volte a settimana. In alcune aree rurali o in comuni di piccole dimensioni, la frequenza può essere inferiore.

I calendari di raccolta sono pubblicati dai gestori del servizio e spesso consultabili tramite app dedicate o siti web comunali. Alcune aree metropolitane — tra cui Milano, Roma e Torino — dispongono di app che permettono di ricevere notifiche il giorno precedente alla raccolta e di verificare la tipologia di rifiuto da esporre.

Il sistema tariffario e le agevolazioni TARI

La TARI (Tassa sui Rifiuti) è calcolata in base alla superficie dell'utenza e, in alcuni Comuni, alla quantità effettiva di rifiuto prodotto (sistema puntuale o semipuntuale). Chi pratica il compostaggio domestico registrato può beneficiare di riduzioni tariffarie: la percentuale di sconto e le modalità di iscrizione al registro dei compostatori domestici variano da Comune a Comune.

Per attivare l'agevolazione TARI legata al compostaggio domestico è generalmente necessario presentare una domanda al proprio Comune o al gestore del servizio, descrivere la modalità di compostaggio e, in alcuni casi, consentire sopralluoghi periodici.

Centri di Raccolta (isole ecologiche)

I Centri di Raccolta comunali — comunemente detti "isole ecologiche" o "ecocentri" — accettano quantità maggiori di verde (potature, ramaglie) che non rientrano nel bidoncino marrone domestico. Molti centri accettano anche oli esausti, prodotti farmaceutici scaduti e altri rifiuti speciali domestici. Gli orari e le tipologie di rifiuto accettate variano da struttura a struttura.